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La Storia
CITAZIONE
Pergamena del 755 d.c. notulus Annio da Viterbo; Re Desiderio dicet:
-, " IN TUSCIA EDIFIFICAVIMUS A FUNDAMENTIS..................
SENTINATIBUS.................. AUSDONIAS ET RODACOFANUM
ET CIVITA CAMPIGLIAE "
Il notaio Annio da Viterbo redige una pergamena-editto di Desiderio re dei Longobardi
"In Toscana edificammo dai fondamenti ai sentinati, Ansedonia, Radicofani e la città di Campiglia ( ndr Campiglia d'Orcia).
Nell'anno 803 d.c. con Diploma di Lodovico il Pio furono nominati Gastaldi e concesso terre e titoli:
Contea di S.Antimo ad Orso, Contea di Sovana a Grafone, Contea di Siena a Wingisi, Contea di Campiglia a Ranieri.
Una pergamena amiantina scritta in Roselle nell'anno 867 parla di uno scambio di "civite" e casali tra i figli del fu Petrone Conte di Chiusi e Wingisi Conte di Siena a cui fu data la Rocca di Tentennano, oggi Rocca d'Orcia. Da questa genia di nobili Chiusini ebbe origine la Consorteria dei Conti di Marsciano, dei Conti dell'Ardenga, dei Campigli Conti di Campiglia, dei Manenti conti di Sarteano che ebbero tutti giurisdizione del territorio e dei castelli loro assegnati.
All'epoca occorreva mettere al sicuro la vita e le sostanze dallo stato di violenza, difendersi e dalle scimitarre dei Saracini e dalle notturne aggressioni degli scherani feudali.
Qualunque ammasso di rocce, qualunque inaccessibile luogo, parvero buoni per impiantarvi turriti castelli, da dove i fieri feudatari, riposando sicuri potevano a loro volta come uccelli grifagni, piombare ai danni dei loro vicini e dei Romei, che andavano passando per la via Francesca (ndr Francigena ).
Fu in quel periodo che la Val d'Orcia si coronò di Castelli e Torri e se prestiamo fede allo storico Manente, fu appunto nell'anno 878 d.c. che "I nobili Conti di Campigli ricostruirono Campiglia et altri castelli intorno essendo potenti et ricchi Signori".
Lo storico Manente si riferisce anche al castello feudale "Della Bicocca" elargito in premio di fedeltà ai Conti di Campiglia dall'Imperatore.
Il Castello della Bicocca non esiste più, distrutto dai Senesi in una delle tante guerre e dispute locali tra signorie feudali e le forze della Repubblica di Siena che si stava rafforzando.
Esiste ancora però, come rudere, la torre di avvistamento di "Campigliola", che la leggenda voleva collegata al Castello della Bicocca da una "scavamento" galleria che poteva essere percorso al galoppo da quattro cavalli affiancati.
Si dice che nelle giornate di buona visibilità dalla torre del Castello della Bicocca si potesse vedere a sud, il Castello di Radicofani e la Rocca di Castiglioni e a nord sia la Rocca di Montealcino che la Turrita Siena.
Dopo il guasto del Castello tutte le pietre, materiali ed altro furono riutilizzati dagli abitanti dei dintorni per la ricostruzione di Campiglia d'Orcia. Difatti passeggiando per l'antico Borgo Feudale, pregevoli pezzi di pietra lavorata, colonne e pezzi di statue affiorano qua e là, ed abbelliscono le case degli abitanti, e da tale bellezza si può intuire quanto doveva essere ricco e maestoso il Castello della Bicocca dei Conti di Campiglia.
La genia dei Campigli, una volta persa la guerra contro la Repubblica di Siena e la confisca di tutti i beni, furono scacciati e si rifugiarono nei territori Pisani prima e dal Duca di Firenze poi prendendo parte alla vita politica di Firenze contro Siena per cercare di rientrare da vincitori nelle terre dei nemici e rientrare in possesso dei loro beni. Dopo alterne vicende i Fiorentini rimandarono i loro piani di invasione e facendo così sfumare per i Campigli la possibilità di rientrare nella Val d'Orcia, manus militarii.
BIBLIOGRAFIA
-" I castelli della Val d'Orcia e la Repubblica di Siena" Prof.A. Verdiani-Bardi
EDIZIONI CANTAGALLI -SIENA
-"Istoria di Orvieto", Ciprian Manente"
-"Storia "tomo I Repetti
-"Storia" tomo V Repetti
-"Dell'Historia di Siena", Malavolti
-"Della condizione dei Romani", Troya
-"Antichità Toscane", Pizzetti EDIZIONI Brunetti
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