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Falt-Runa Birra dell'Anno 2010



Apertura Estate 2010 Birrificio del Conte

 

BIRRA ARTIGIANALE NON FILTRATA O "CRUDA"

La Birra Artigianale si differenzia da quella industriale per due caratteristiche principali:
. La prima è che la Birra non viene pastorizzata, procedura termica che porta il prodotto ad alte temperature oltre i 120° per sanificarlo e sterilizarlo e che consente alla Birra industriale una vita più lunga (2-3 anni di conservazione). La Birra artigianale ha scadenza inferiore o uguale all'anno di produzione.
. La differenza di gusto tra una birra artigianale ed una industriale si può equiparare alla stessa differenza che esistente tra un gelato artigianale ed un gelato di tipo industriale oppure tra bere del latte appena munto oppure del latte pastorizzato di una catena industriale.

Ma le differenze non finiscono qui. Il secondo fattore essenziale è che la Birra artigianale non contiene conservanti nè coloranti, viene analizzata bottiglia per bottiglia e soprattutto vengono utilizzati malti in granaglie, certificati "NO OGM".
Altro elemento caratterizzante è che la Birra Artigianale non viene filtrata in questo modo mantiene tutta la genuinità dei componenti dei cereali, degli antiossidanti naturali, omega 3 ed omega 6.
La Birra è una delle bevande più antiche che conosciamo, forse antiche quanto l'uomo.
Si presume che la sua scoperta sia stata del tutto accidentale. Una minestra di cereali che con determinate situazioni di temperatura, umidità, ossigenazione, ha prodotto una fermentazione spontanea, creando un mosto che poi, una volta "gestito", ha dato luogo ad una sostanza più o meno alcolica che regalava un piacere particolare ai suoi consumatori; da qui poi l'approfondimento e la "conoscenza " della fermentazione e la pratica dei primi Mastri Birrai.
Gli Assiro-Babilonesi erano profondi conoscitori dell'Arte birraria e la usavano come bevanda molto ricercata ed energetica. Gli antichi Egiziani consideravano le virtù nutritive ed antibiotiche di questa bevanda, chiamata ZYTHUM, di origine divina, tanto da inserirla come parte della paga alle maestranze impiegate nella costruzione di opere pubbliche.
I birrifici erano nazionalizzati e solamente il Faraone aveva il potere di birrificare.
Gli Etruschi erano abili birrificatori e chiamavano la birra PEVAKH. Facevano fermentare la segale e una volta fermentata la addizionavano con miele, vino e spezie poco prima del consumo.
I Romani la consideravano una bevanda non molto raffinata, buona per i lupanari.
Infatti i Romani riferendosi ai paesi esterni all'Impero Romano, dove vivevano tribù di popoli assoggettati, e dove si consumava birra, li definivano "bevitori di grano marcio". Per la loro condizione di Barbari, era anche diffusa la credenza che questi popoli avessero i capelli rossi perché bevevano birra dello stesso colore.
In un secondo tempo, grazie a migrazioni e allo svilupparsi delle conoscenze e delle tecniche, anche i Romani cominciarono a fermentare granaglie (farro e grano) per produrre bevande; in prevalenza producevono rilevanti quantità di birre di grano da mescere e speziare poi con altri ingredienti (mieli e spezie d'oriente).
Solamente nel Medio Evo le tradizioni Brassicole si svilupparono in una fiorente "industria" e questo anche grazie ad Abbazie e Conventi, dove molte migliaia di ettolitri di eccellente birra scura venne prodotta durante questi secoli bui. La colazione in uso nei conventi dell'epoca (pasto unico) comprendeva una pinta di birra scura non filtrata, pane nero e una minestra di verdure a seconda della stagione.
Occorre precisare che in quelle Epoche non venivano utilizzati lieviti per inoculare le birre, ma la fermentazione veniva affidata alle spore ed alle muffe presenti nelle cantine delle Abbazie o delle Osterie.
Per dovere di verità dobbiamo anche dire che queste birre non erano amaricate con il Luppolo, operazione che partirà dalla fine del sec XVII in Germania. In questo periodo la Birra ha un colore molto scuro, è grossa di residui di granaglie, molto schiumosa e dolce.. molto dolce.
Mano a mano che le conoscenze e gli applicativi da artigianali diventavano "industriali" anche le procedure per birrificare si modificano.
Per contrastare poi le sofisticazioni alimentari in Germania, fu varata la "LEGGE DI PUREZZA DELLA BIRRA": REINHEITSGEBOT ad opera del re LUDWING.
Durante la fermentazione venivano usate le sostanze più disparate per amaricarla: rovi, erbe velenose, calce idraulica, fiele animale e persino veleno di serpenti.
Tutti questi artifici provocarono anche alcuni decessi tra gli sfortunati consumatori del tempo.
Quindi la Rheinheitsgebot fu varata come legge di salute pubblica con pene severe, anche quella di morte, per chi la contravveniva. Ci furono alcune condanne a morte, ma anche alcuni detrattori del re che pensarono che tale legge dava solamente al re la possibilità di autorizzare tale produzione, dalla quale esigeva un balzello molto esoso.
Difatti in Germania esistono ancora birrerie con annessa fabbrica che ancora discendono da tale autorizzazione, nel tal caso vengono definite "NOBILI" in quanto appartenevano a casati Nobili.
è degli ultimi anni del XII secolo la scoperta da parte di suor Hildegard von Bingen in Germania di utilizzare l'infiorescenza maschile del Luppolo per amaricare, schiarire e conservare più a lungo la birra.
Unico inconveniente dell'utilizzo del luppolo nella birra, è che se consumata in grandissime quantità inibisce le capacità amatorie maschili, diciamo che addormenta un po' l'appetito sessuale dell'uomo, sarà stato un caso che la scoperta sia stata di suor Hildegard von Bingen, ad ordine superiore?







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